ELEVARE IL BENE COMUNE:
CREARE VALORE CONDIVISO
NEL MERCATO DEGLI ASCENSORI

Articolo Elevatori Magazine, Volume “Come funziona 7 – Sostenibilità”: raccoglie contributi e approfondimenti di esperti provenienti da aziende, associazioni e organismi del settore ascensoristico, IT ed edilizio, offrendo una panoramica sulle principali evoluzioni legate alla sostenibilità. Attraverso analisi, esperienze e best practices, il libro illustra le trasformazioni in atto nel comparto del trasporto verticale e le opportunità connesse allo sviluppo di soluzioni più innovative e responsabili.

L’importanza di un’identità condivisa: valori, visione e missione comuni tra gli stakeholder.

Generare effetti positivi nell’interesse del Bene Comune, dell’ambiente, della società e del territorio. In questa frase sono sintetizzati gli obiettivi che un’azienda con una visione etica del business dovrebbe perseguire concretamente, seguendo una filosofia volta alla sostenibilità in ogni sua forma.

Per fare ciò non è sufficiente una dichiarazione d’intenti, non è abbastanza redigere una carta valoriale, non basta fregiarsi della denominazione di Società Benefit o di una qualunque certificazione legata alla sostenibilità. Occorre dare forma e sostanza agli intenti: con azioni concrete, progetti, scelte, rinunce, responsabilità e impegno quotidiano. Bisogna prima di tutto credere fortemente in una visione etica del business, arrivando a considerare il profitto come uno degli strumenti di Bene Comune e non il fine unico del fare impresa, con un’armonizzazione di tutte le componenti del proprio ecosistema aziendale. Ecco perché la sostenibilità intesa come approccio in grado di bilanciare gli aspetti economici, sociali e ambientali, è difficilmente realizzabile in mancanza di una reale comunione di valori tra gli stakeholder. La sua efficacia è strettamente correlata alla condivisione di una filosofia comune e dipende, in larga misura, dalla collaborazione tra tutte le parti interessate. Un aspetto cruciale e spesso sottovalutato, soprattutto nelle aziende familiari, è l’allineamento tra i principali stakeholder interni all’azienda.

Non è scontato però che vi sia, prima di tutto, coesione d’intenti tra i ruoli principali dell’Organizzazione: famiglia, proprietà, dirigenza e/o amministratori, sovente sono le medesime persone che ricoprono in contemporanea più funzioni e ruoli. Diventa, a quel punto, difficile promuovere finalità condivise e fare in modo che in tutti i livelli dell’azienda vi siano atteggiamenti coerenti con il fine comune, anche e soprattutto verso l’esterno.

Risulta fondamentale che i leader delle Organizzazioni si pongano come veri e propri modelli di un unico pensiero condiviso nella quotidianità, interpretando i valori in cui riconoscersi con le azioni e i comportamenti. Solo così ogni persona che gravita attorno all’azienda è sensibilizzata costantemente alle buone pratiche volte a determinare il bene comune, tanto all’interno, quanto nell’ambiente esterno.

Naturalmente, il punto di partenza è costruire un’identità aziendale in cui riconoscersi o renderla esplicita, se non è stata mai formalizzata. È davvero fondamentale avere chiari e ben delineati i valori dell’azienda, la sua visione del futuro, la missione che ne guida ogni scelta. Si tratta di un processo fondamentale che richiede tempo e, soprattutto, voglia e capacità di mettersi in discussione. Se interpretato come un percorso di crescita, conoscenza e partecipazione da parte di tutte le figure presenti all’interno dell’ecosistema azienda (non solo le prime linee dirigenziali, ma ogni singolo collaboratore e dipendente), assume un valore speciale e rappresenterà una fonte di ispirazione comune.

Solamente così è possibile trasformare dichiarazioni di intenti teoriche in comportamenti reali, coerenti alla propria identità, anche al di fuori delle proprie mura, con il coinvolgimento di tutti quegli attori esterni che fanno parte dell’ecosistema degli stakeholder. Parlo, ad esempio, di clienti e fornitori, ma non solo. Per quel che riguarda il mercato degli ascensori, anche gli amministratori di condominio, il territorio, gli enti pubblici e le associazioni. Ascensori Rossini era in un capannone piccolino al centro di Fiamenga, frazione di Vicoforte, ed è così che ho conosciuto anche Luciano e la sua Famiglia.

Il Bene Comune e le sue finalità.   
Che cosa significa per un’azienda agire in funzione del Bene Comune? Il primo tassello sta nel credere nella valorizzazione della dimensione sociale d’impresa all’interno della collettività e nella promozione di un modello di business etico, ovvero operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti, associazioni e altri portatori di interesse. Oltre a dichiararlo, è assolutamente necessario, per un’impresa che adotta questa visione orientata al Bene Comune, fissare degli obiettivi concreti, tenendone traccia nel tempo. Solamente la pratica costante e un continuo miglioramento, permettono di preservare una coerenza nel lungo periodo, scongiurando il pericolo di scivolare in forme più o meno velate di greenwashing.

Non solo successi: le difficoltà che aiutano a crescere.    
L’esperienza maturata in questi ambiti progettuali insegna che non tutte le iniziative sviluppate con finalità inerenti al Bene Comune si sono rivelate un successo. Questo però non ci ha scoraggiato e penso non debba scoraggiare tutti coloro che, a fronte di un profondo impegno, si scontrano con molteplici ostacoli sul proprio percorso, oppure vivono un piccolo insuccesso. La non realizzazione di un obiettivo spesso dipende da circostanze esterne, non imputabili alla buona volontà di chi le sviluppa o alla bontà di un’idea.
Anche a noi è capitato! Partner non completamente allineati alla nostra progettualità, progetti insostenibili economicamente o con sviluppi non conformi alle premesse, realtà territoriali poco inclini a intraprendere un cambiamento. Ognuna di queste esperienze ci ha consentito comunque di sperimentare, innovare, conoscere più da vicino i nostri interlocutori: non le consideriamo un fallimento, ma degli step di crescita che ci hanno permesso di fare tesoro degli errori ed essere sempre più attenti nelle nostre scelte.

Progettualità e concretezza.   
In quanto Società Benefit, si possono mettere in campo progetti e azioni di molti tipi e dimensioni, dai più grandi ai più piccoli, tutti comunque finalizzati alla creazione di valore per gli stakeholder e coerenti con i principi di sostenibilità. I progetti possono variare a seconda dell’azienda, del territorio in cui opera e delle sue esigenze, ma anche in base ai nuovi bisogni che si vengono a creare nel tempo. Senza la pretesa di essere esaustivo, ma prendendo spunto da quanto abbiamo fatto in questi anni in azienda, propongo una serie di azioni concrete che si possono promuovere.

  • Team building periodici con tutti i collaboratori, intesi come veri e propri laboratori per la costruzione dell’identità aziendale: in queste occasioni si favorisce l’allineamento e la “manutenzione” periodica dei valori individuali rispetto alla direzione intrapresa dall’azienda (le attività includono sfide di ingegno, art building, cacce al tesoro sul territorio, attività sportive, cooking class, visite a musei, ecc.).
  • Integrazione del welfare aziendale con azioni concrete per la tutela della salute: check-up e analisi del sangue, pacchetti di visite mediche personalizzati, supporto psicologico, consulenze nutrizionali e programmi di benessere individuale.
  • Miglioramento della qualità lavorativa con attenzione alla genitorialità, attraverso piani formativi e di sviluppo professionale calibrati sulle esigenze personali, l’introduzione di una giornata di riposo retribuita al termine della reperibilità e convenzioni con realtà virtuose del territorio, tra cui una cooperativa agroalimentare con progettualità di inclusione sociale, una cooperativa energetica attiva nel settore delle rinnovabili e un servizio di lavanderia sociale per il lavaggio delle divise aziendali.
  • Progetti di divulgazione e formazione rivolti al territorio, con incontri nelle scuole per raccontare le professioni tecniche; diffusione della cultura ascensoristica presso Ordini professionali, Collegi, Associazioni di Categoria ed enti istituzionali; a ciò si affiancano lezioni di educazione alimentare per promuovere il benessere psicofisico, testimonianze di sportivi o persone con esperienze di vita straordinarie, attività di networking e sviluppo della community tramite eventi e relazioni esterne.
  • Sviluppo tecnologico attraverso attività innovative di ricerca e sviluppo in ambito informatico, avvio di partnership con aziende del settore (e non solo) e promozione di idee brevettuali nel campo del sollevamento verticale; gli obiettivi includono la creazione di nuovi prodotti ad alto contenuto tecnologico, il miglioramento dell’efficienza energetica e la collaborazione attiva con i fornitori per progettare soluzioni più durature, sostenibili e resistenti nel tempo, in contrasto con la logica dell’obsolescenza programmata.
  • Progetti e iniziative a favore del territorio, attraverso la messa a disposizione delle competenze imprenditoriali per sostenere la crescita locale, la promozione di iniziative ambientali volte alla tutela della natura e del paesaggio e la condivisione delle proprie risorse tecnologiche con altri settori produttivi; tra le azioni concrete messe in campo c’è anche la creazione e promozione di una Comunità Energetica Rinnovabile, finalizzata alla produzione e condivisione collettiva di energia da fonti sostenibili.
  • Comportamento etico e trasparente, inteso non solo come rispetto delle leggi e delle norme della società civile, ma come espressione concreta di rispetto verso il prossimo, l’ambiente e i beni comuni; questo approccio si traduce in scelte responsabili e coerenti nel tempo, adottate nei confronti di clienti, fornitori e tutti i portatori di interesse, promuovendo relazioni basate su fiducia, correttezza e responsabilità condivisa. Il presidio di questi principi è garantito attraverso azioni reali di controllo interno e, ove previsto, mediante soggetti terzi quali l’Organismo di Vigilanza (OdV) o altre figure competenti incaricate di monitorare il rispetto dei modelli etici e comportamentali.

 

Azioni di sostenibilità certificate.
Anche se i fatti continuano a contare molto di più delle parole, per le aziende che intendono proporsi nei rispettivi mercati e territori come realtà attente al Bene Comune e promuovere iniziative di valore, essere riconosciute come organizzazioni autorevoli in materia di sostenibilità rappresenta comunque un punto di partenza realmente importante. Parlo del percorso per evolversi in Società Benefit [1], delle certificazioni come B-Corp [21 e SA 8000 [3] e altre ancora. Tutte ottime iniziative, volte a formalizzare la propria visione etica del business, naturalmente se interpretate in modo altrettanto etico: ovvero attraverso azioni concrete, messe in atto proprio secondo le finalità di ogni certificazione o denominazione acquisita. Questo fa davvero la differenza.

Conclusioni.
Nel nostro mercato, come in tutti gli altri mercati, ciò che definisce realmente un’azienda virtuosa che intende “fare” qualcosa per il proprio territorio, per la propria comunità e per la collettività in generale, sono i comportamenti e le azioni promosse secondo i propri valori etici, che creano vero valore per il Bene Comune. Troppo spesso emergono organizzazioni che approfittano solo dei benefici di un’immagine pubblica etica o di una certificazione di sostenibilità, senza poi darne seguito in modo concreto.

Note

[1] Le Società Benefit
sono una particolare forma giuridica introdotta in Italia con la Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi 376-384 della Legge 208/2015). Queste imprese, oltre a perseguire l’obiettivo di generare profitto, si impegnano formalmente a creare un impatto positivo a livello sociale e ambientale, perseguendo uno o più benefici comuni. Tale impegno viene inserito nello statuto societario, che prevede obblighi di trasparenza e rendicontazione periodica sugli effetti sociali e ambientali delle attività svolte. Le Società Benefit rappresentano un modello di business che integra responsabilità sociale e sostenibilità con la gestione economica, favorendo la creazione di valore condiviso per la comunità, l’ambiente e gli stakeholder.

[2] B-Corp (Benefit Corporation) è una certificazione internazionale che identifica le imprese che, oltre a perseguire il profitto, si impegnano a generare un impatto positivo misurabile a livello sociale, ambientale e di governance. Per ottenere e mantenere la certificazione, le aziende devono rispettare elevati standard di trasparenza, responsabilità e sostenibilità, integrando questi valori nel loro modello di business.

[3] SA (Social Accountability) 8000 è uno Standard internazionale di certificazione per la responsabilità sociale delle imprese, focalizzato sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Copre aspetti come condizioni di lavoro sicure, orari di lavoro, retribuzione equa, divieto di lavoro minorile e lavoro forzato, libertà di associazione e non discriminazione. L’obiettivo è garantire pratiche etiche e sostenibili nella gestione delle risorse umane.